Claudia Neri (nota designer internazionale, fondatrice di Teikna, membro della commissione dell’ADI) dà il suo contributo alla questione delle gare in questo articolo apparso su Corriere della Sera. Ve ne riporto alcune frasi, ma il messaggio è semplice. L’usanza tutta italiana delle gare per la creatività (grandi brand che chiedono a grandi agenzie di fare una proposta gratis; solo la proposta migliore verrà pagata) sta ammazzando il mestiere del creativo. I concetti non hanno più valore; le persone che dovrebbero essere pagate per avere idee nuove sono invece tenute a produrne... Read the Rest →
A volte capitano cose che, per piccole che sembrino, sono fonte di grande soddisfazione. Questa è una di quelle: essere contattato da Pasquale Barbella (membro e già due volte Presidente dell’Art Directors Club Italia) per scrivere l’articolo di apertura al capitolo “Creativo è l’utente” per l’Annual 2012 dell’ADCI, dal titolo “L’austerità creativa nella comunicazione di oggi” (Skira Editore, Milano). L’Annual è arrivato e non riesco a smettere di fare la coda da pavone. Vi trascrivo l’articolo: buona lettura. PRODUCI, CONSUMA, CREA. Nell’angolo nordest di Hyde Park, a Londra, c’è... Read the Rest →
In un’era di startupper folli e giovani intraprendenti, in un momento storico in cui l’Italia sembra un paese di vecchi senza futuro, è straordinario trovare un luogo – seppur virtuale – che riunisca insieme professionisti della ricerca, dell’innovazione, della comunicazione, del fare impresa. Questo è Triwù: una piazza, un luogo di scambio arricchito da foto, video, audio, testi, interviste sui più svariati argomenti: dalla biotecnologia all’elettronica, dal design e comunicazione alla robotica, dall’ambiente ai trasporti. Non posso quindi che essere lieto e onorato di aver dato il mio piccolo contributo... Read the Rest →
Se avete letto il mio “Masse Creative. Il fenomeno crowdsourcing: rivoluzione o fregatura?” sapete già cos’è il cosiddetto lavoro speculativo (spec-work). E se il crowdsourcing creativo, dal canto suo, vanta migliaia di sostenitori tra le community attive sulle piattaforme, anche il movimento contro il lavoro speculativo non è da meno. Si parla di spec-work ogni qualvolta un designer o un agenzia lavora gratis ad un progetto nella speranza che la sua proposta sia selezionata e quindi pagata. Il sistema include quindi Zooppa, BootB, 99Design, UserFarm e così via. Perché sono... Read the Rest →
>Lo scorso martedì ho avuto il piacere di essere invitato dall’Associazione Culturale Ars Factory / Florilegio per una Azione Magistrale in quel di Milano: l’argomento, ovviamente, è stato il crowdsourcing creativo e le possibili conseguenze sulle agenzie di comunicazione e i graphic designer in genere. Francesco Giannino, moderatore e presidente di Ars Factory, mi ha accolto con grande cortesia e ha guidato un dibattito intenso e intelligente. In 50 minuti (molti dei quali, mio malgrado, occupati dai miei sproloqui senza fine e dai colpi di tosse di Francesco che cercava... Read the Rest →
> Dopo mesi di lavoro, ce l’ho fatta: “Masse Creative – Il fenomeno crowdsourcing: rivoluzione o fregatura?” è pronto, in free download, a questo indirizzo (o dall’apposito pulsante qui in alto a destra). Il fenomeno del crowdsourcing creativo si sta imponendo nello scenario della creatività: masse di designer, di ogni livello di professionalità, accettano il rischio di non venire pagati e producono contenuti per grandi brand internazionali. Ne parlano i blogger, ne parlano le aziende, ne parlano magazine e quotidiani. E sempre più brand di portata internazionale (Google, Microsoft, Nestlé,... Read the Rest →
>Enzo Baldoni: questo nome è collegato ad una tragica vicenda in Iraq. Baldoni, in qualità di giornalista freelance, viene rapito da un’organizzazione terroristica il 21 agosto 2004 e verrà ucciso. Il corpo, identificato tramite DNA, tornerà in Patria solo 6 anni dopo. Ciò che molti non sanno, è che Baldoni è stato uno dei più noti copywriter e blogger italiani degli anni d’oro. Nato nel 1948, è stato tra i primi utilizzatori di Macintosh in Italia. Ha fondato mailing list che funzionano ancora oggi (Zonker’s Zone è la più famosa... Read the Rest →
>Continuiamo la nostra indagine sul crowdsourcing. Sto recuperando molto materiale (quello che vedete pubblicato qui e molto, molto di più) e conto di pubblicare un documento riassuntivo entro la fine del mese prossimo: restate in contatto, quindi. Di crowdsourcing si è parlato anche alla recente Social Media Week di Milano. Su Wired è apparso (settembre 2010) un illuminante articolo con alcune domande rivolte ad alcuni tra i principali soggetti in campo, di cui riporto gli estratti più interessanti. Quali sono i settori aziendali dove funziona meglio il crowdsourcing?Maurizio Spagnuolo, Media... Read the Rest →
> Non mi occupo spesso di contest, ma d'altronde: c'è sempre una prima volta per ogni cosa. E poi questa gara lega perfettamente sia con l'enografica, di cui ho parlato qualche post fa, che con il crowdsourcing di cui mi sto occupando in tempi più recenti. Fratelli Carli, la storica azienda ligure produttrice di olio e prodotti tipici esportati in tutto il mondo, compie 100 anni. Per l'occasione, ha indetto un concorso aperto a tutti: Carli InDesign, dove offre la possibilità di creare una personalissima etichetta per l'Olio del Centenario. Il contest... Read the Rest →
>Inizio oggi una personalissima indagine, stimolata da qualche mail e da una piccola discussione nata su Facebook, intorno al tema del crowdsourcing, attuale mai come oggi. Il termine significa letteralmente “esternalizzare (un lavoro o parte di esso) ad una folla”: ovvero, affidare lo sviluppo di un progetto, un prodotto o un servizio ad un insieme di persone esterne all’azienda. Di crowdsourcing, in realtà, si parla dai tempi dei primi esperimenti web 2.0: la stessa Wikipedia è un esempio di crowdsourcing “volontario”. Cominciamo con qualche piccola introduzione – le polemiche, i... Read the Rest →