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You call that a punctuation mark?!

Che la grammatica non sia materia inerte dovrebbero insegnarlo di più a scuola: l’impressione dai banchi delle aule è che la nostra lingua sia pressoché immobile e immutata e che – fatto salvo per qualche neologismo giornalistico e per un paio di termini stranieri legati al web – i vocabolari siano di fatto gli stessi da decenni. Prendiamo ad esempio i segni di punteggiatura. Li conosciamo tutti: punto, virgola, due punti, punto e virgola, punto esclamativo e punto interrogativo; poi ci sono i trattini, le virgolette, le parentesi e tutti... Read the Rest →

 

Alta formazione in Type Design

Dopo il successo delle precedenti sette edizioni, POLI.design Consorzio del Politecnico di Milano organizza un nuovo Corso di Alta Formazione in Type Design. Il corso forma designer della comunicazione nel progetto del carattere tipografico, designer capaci di gestire adeguatamente e in autonomia il progetto di famiglie di caratteri tipografici. Il corso nelle prime sei edizioni ha formato circa 140 partecipanti, fornendo loro competenze nel progetto dei caratteri tipografici a livello professionale. La didattica prevede, tra le altre cose, moduli specifici per l’utilizzo di Fontlab e l’insegnamento di storia e cultura della tipografia.... Read the Rest →

 

Un compulsivo tributo a Bodoni [intervista]

Il 2013, per gli amanti del design, è un anno importante. Si festeggia infatti il duecentenario della morte di uno dei più grandi tipografi italiani, Giambattista Bodoni: un disegnatore di caratteri tra i più prolifici di sempre, che ha di fatto contribuito in maniera indelebile alla storia della tipografia italiana e internazionale. Tra le varie iniziative per celebrarlo, una delle più interessanti è il progetto Compulsive Bodoni: comprende la pubblicazione del Parmigiano – una grande famiglia di caratteri ispirata ai disegni originali di Bodoni – e una serie di eventi multidisciplinari (mostre, conferenze, rappresentazioni teatrali) per... Read the Rest →

 

Se questo lavoro vale davvero 2.000 euro, uccidetemi

Non amo criticare il lavoro altrui. Amo invece criticare i contest, soprattutto quelli che premiano con troppi soldi dei progetti meritevoli solo di finire nell’immondizia. Era dai tempi del logo Dolomiti che non vedevo un lavoro così tremendo: si chiama Maestro Fortunino, ed è la mascotte per il Centenario della Fondazione Arena di Verona (che, per inciso, è l’ente che organizza tutti gli anni la celeberrima Stagione Lirica nell’anfiteatro della mia città). Cito dal giudizio finale della giuria: “un personaggio dotato di grande forza comunicativa, in grado di coinvolgere e... Read the Rest →

 

Advercomics! Fumetto e pubblicità

Il Fumetto, diversamente da quanto si può pensare, è particolarmente adatto a veicolare comunicazioni promozionali. Le qualità intrinseche del connubio parola/disegno e della sequenzialità temporale – immediatezza, appeal, capacità di raccontare  e persuadere – lo rendono uno strumento efficace e versatile. L’advercomic (advertising + comic) è in grado di attirare l’attenzione dei clienti e di raggiungere un ampio pubblico. Attiva un processo comunicativo coinvolgente, veicolando valori e filosofia dell’azienda con simpatia e creatività. Più economico e semplice da realizzare di uno spot o un’animazione, produce le stesse emozioni, racconta storie e può facilmente diventare virale e... Read the Rest →

 

Diritti e buon senso (reloaded)

[EDIT MASSICCIO: il post è cambiato. Prima c'era un'invettiva anonima dettata da un accadimento personale. Che tuttavia, ha generato fiumi di commenti su Facebook e mi ha spinto a correggere il tiro: perché, senza un adeguato background e alcune premesse, di fatto il precedente post sembrava un'apologia del furto libero su Google. Ho riscritto interamente il post trasformandolo, mi auguro, in una riflessione un po' più completa e corretta sulla questione della proprietà intellettuale]   Il diritto d’autore in Italia. Di diritti d’autore, su questo blog, abbiamo parlato in più occasioni. L’analisi... Read the Rest →

 

Un’indagine sui designer

Nell’aprile 2012, il gruppo di designer “Pratiche non affermative” propose un questionario on-line sulla situazione socio-economica del graphic design in Italia. Le domande spaziavano dalla formazione personale ai compensi, dalla situazione familiare al tipo di contratto, dalla discriminazione sul luogo del lavoro alle associazioni di categoria. Ad un anno di distanza, ecco i risultati: 767 designer italiani hanno risposto alla chiamata, fornendo uno spaccato del nostro mondo del lavoro che non esiterei a definire preoccupante. Qui è possibile scaricare l’intero risultato in formato .pdf – vi propongo alcuni dei dati contenuti... Read the Rest →

 

Che mestiere facciamo davvero?

Alessandro Bonaccorsi su Tiragraffi, ha di recente scritto un’analisi lucidissima della percezione che la gente comune ha riguardo il nostro mestiere. Citando Leonardo Sonnoli, afferma: Mi chiedo spesso perchè sia così difficile far capire qual’è il mio lavoro. “Faccio il grafico” rispondo, sapendo che già uno s’immagina che lavoro in pubblicità. E come riuscire a far capire la differenza che c’è tra il grafico Massimo Vignelli, il grafico Igor che lavora con me e il grafico della copisteria sotto casa che fa le fotocopie a colori. Sempre grafici sono. Come... Read the Rest →

 

L’alfabeto messo a nudo

Braccio, gamba, collo, spina, occhio: le parti dei caratteri sono chiaramente ispirati al corpo umano – non a caso si parla di anatomia del carattere. Dev’essere stata questa l’ispirazione della giovane studentessa Anastasia Mastrakouli che, dall’Università di Corfù, sta facendo fare il giro del mondo al suo progetto fotografico/tipografico. “Naked Silhouette Alphabet” presenta l’alfabeto latino attraverso ventisei scatti della stessa modella, ripresa nuda dietro un vetro bagnato. La forma del corpo, confusa dalla texture e dalle luci, si astrae fino a diventare illustrazione e gioco d’ombra e rappresentare la forma... Read the Rest →

 

Abbecedario per nerd

Da neo papà, non posso non segnalarvi l’idea dell’illustratrice e designer Emma Cook di Cape Town, Sudafrica. Emma ha ripreso l’idea degli abbecedari dell’infanzia, rivisitandoli in chiave nerd/geek. Così la vecchia A di Abaco diventa la più moderna Apple, mentre O sta per Open Type e K, ovviamente, per Black. Sul suo portfolio Behance ci sono tutte le illustrazioni complete. Brava!

 

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