Sette software di cui non posso più fare a meno

di 11 febbraio 2016 7 0

Non di sola Creative Cloud vive il designer. Per lavorare bene è importante avere più aspetti sotto controllo: project management, appunti, letture, contabilità. Negli anni ho sperimentato moltissimi software alla ricerca della soluzione perfetta (e gratuita, magari). Ecco la mia selezione di tool dei quali non posso più fare a meno.

 

Trello

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Il project management non è un problema secondario nella confusa vita di un designer freelance. Ho provato decine di software, a partire dal ben più noto Evernote – che però ho trovato fin troppo complesso e articolato per le normali necessità. Alla fine ho scelto Trello: è free, è flessibile, è intuitivo. Permette di creare delle card, organizzate in liste e raccolte in board. Ogni card può contenere checklist, deadlines sincronizzabili con il calendario, etichette colorate per priorità, allegati. Le board possono essere condivise con un team che, sfruttando anche la funzione commenti, può così coordinare anche il lavoro a più mani. Ovviamente, è sincronizzabile su tutti i dispositivi.

 

 

 

Pocket

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Trovo quotidianamente decine di articoli interessanti sui temi più svariati: articoli che, purtroppo, non sempre posso leggere immediatamente. Pocket da questo punto di vista è un salvavita: con un semplice bottone su Chrome o su iPhone permette di memorizzare qualunque link in una comoda interfaccia. Ad ogni contenuto possono essere assegnati tag per facilitarne il filtraggio. Da poco è stata introdotta la funzione community, che permette di condividere i propri contenuti salvati e seguire quelli pubblicati da altri. Ovviamente, è completamente free.

 

 

 

Dropbox

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Di tutti i servizi cloud storage con cui ho avuto a che fare nel tempo (Box.net, Wetransfer, Google Drive, iCloud), Dropbox resta il mio preferito. È facile, sicuro, veloce. Permette l’accesso facilitato da qualunque dispositivo, la sincronizzazione selettiva delle cartelle, la condivisione istantanea di contenuti. C’è una versione gratuita con 2GB di spazio, estendibili fino a 18GB col sistema delle affiliazioni. Personalmente, pago volentieri 99 dollari l’anno per 1TB di spazio: ho da tempo sincronizzato via Dropbox tutti i miei lavori degli ultimi anni, i font, i progetti. Al di là di avere un backup extra oltre a Time Machine, mi permette l’accesso immediato da qualunque dispositivo e da qualunque luogo. Irrinunciabile.

 

Fatture In Cloud

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Fino ad un paio di mesi fa, tenevo una contabilità molto artigianale: fatture in InDesign e reminder su Trello per crediti, debiti e documenti da emettere. Non avevo statistiche decenti sull’andamento dell’azienda (odio Excel), confidavo interamente nel mio commercialista e non di rado mi è capitato di dimenticare documenti, fatture, conti. Con 60 euro l’anno, Fatture in Cloud offre un servizio straordinario: fatture, note di accredito, spese, calendario scadenze. I template delle fatture sono più che decenti, le mail di invio hanno un tracking per verificarne apertura e lettura, gli strumenti di analisi sono chiari, intuitivi e completi. In più, si può dare al proprio commercialista un accesso selettivo per caricare F24, segnalare scadenze in calendario e scaricare la contabilità del trimestre con un clic. Il tutto sia come web-app che su mobile, sempre sincronizzate.

 

 

 

Simplenote

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Non so voi, ma io ho sempre avuto un grosso problema: centralizzare tutti i miei appunti. Briefing coi clienti, appuntamenti, idee per il blog, note personali; tutti appunti presi alternativamente su carta e penna, portatile, iPad, iPhone. Ho provato Note di Apple, Trello, Evernote, GoogleDocs – tutti offrivano troppi fronzoli. Simplenote è la soluzione. Fa esattamente quello che dice: permette di scrivere note che si sincronizzano immediatamente su tutti i dispositivi su cui è installata l’applicazione. Le note possono essere taggate e filtrate per tag; la ricerca tra i documenti è velocissima ed efficace; le singole note possono essere condivise e modificate in team. È free, leggera e funzionale.

 

 

 

 

Linotype Font Explorer X

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In molti mi chiedono quale software usi per la gestione dei font. Di certo non Libro Font (troppo debole con librerie corpose come quelle di un designer); ho avuto una breve passione per Suitcase Fusion di Extensis, anni fa. Ma da quando sono approdato a Linotype FontExplorer X, non sono più riuscito a cambiare. Potente, versatile, non perde mai un colpo: individua font corrotti, risolve duplicati, ripulisce la cache, raccoglie i caratteri in smart folders, attiva e disattiva font automaticamente all’apertura dei documenti Adobe, permette di stampare anteprime dei caratteri ed è perfettamente aggiornato per Unicode 7. Costa 99 dollari (49 se fate l’upgrade dalla versione precedente), ma li vale tutti.

 

 

Unroll

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Per chi esplora la rete in lungo e in largo come il sottoscritto, capita di trovarsi più o meno consapevolmente iscritti a dozzine di newsletter. Certo, ci sono i filtri antispam e le regole di Mail, ma Unroll.me è l’arma finale: raccoglie tutte le newsletter e le mailing list a cui sei iscritto in un’unica interfaccia, permettendo con un clic di svolgere una delle tre azioni possibili: lasciare che le mail arrivino regolarmente, raccoglierle in un roll settimanale o mensile insieme ad altre o disiscriversi. Basta un click ed è gratuito. Eccezionale.

 

 

 

 

7 Comments
  • Salvo Leo
    febbraio 12, 2016

    Ti segnalo anche Nexus font, alternativa gratuita a Linotype Font Explorer X. http://www.xiles.net/

    • OniceDesign
      febbraio 12, 2016

      Che però, ad occhio, è solo per Windows, dico bene?

  • Gianmaria
    febbraio 13, 2016

    Pocket: ma con “elenco lettura” di Safari non ti trovi bene?

    • OniceDesign
      febbraio 14, 2016

      Sì. Però Pocket è multi-browser (io ad esempio lo uso con Chrome), permette di attribuire tag ai singoli articoli per non fare confusione e di connettersi con una community che, a sua volta, raccomanda contenuti.

  • Laura
    febbraio 15, 2016

    Grazie, articolo molto utile.
    Immagino che utilizzi i programmi Adobe, però non utilizzi il loro cloud. Come mai?

    • OniceDesign
      febbraio 15, 2016

      Per una serie di motivi
      1) usavo Dropbox già da molto tempo prima che arrivasse la cloud di Adobe 🙂
      2) 20 GB di spazio sono francamente pochi per chi come me vuole fare il backup completo degli ultimi anni di lavoro: mi serviva di più
      3) la facilità di condivisione file e cartelle in Dropbox è molto più alta

  • Laura Rav
    aprile 20, 2016

    Grazie a questo articolo davvero molto utile, grazie al ho scoperto fattureincloud e devo dire che per la mia mente creativa e poco da contabile è stata una salvezza!

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