Un mese di grandi soddisfazioni

Presi una posizione specifica quando, nel 2008, iniziai questo blog: non volevo fosse un blog in cui parlare solo di me, dei miei progetti e dei miei lavori. Non volevo un blog che dicesse: “Ehi, cliente, guarda il mio ultimo lavoro e contattami!” – piuttosto, avrebbe dovuto dire: “Ehi, collega designer, siamo tutti sulla stessa barca: ecco qualche spunto di riflessione!”. Per questo, ho cercato nel tempo di limitare gli interventi autoreferenziali al minimo necessario. Tuttavia, concedetemelo, questo post è uno di quelli.

 

Innanzitutto Spinefrasse, il mio nuovo progetto di packaging per una serie di vini selezionatissimi nella zona dei Colli Euganei DOC, sta riscuotendo un bel successo: è stato selezionato su Lovely Package e su Packaging Of The World. È finito sul magazine di design e lifestyle Wallpaper. E persino Communication Arts (punto di riferimento internazionale per designer e creativi, fin dal lontano 1959) ha pubblicato il progetto nel suo Exhibit online. Se volete saperne di più, date un occhio al progetto su Behance.

 

 

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In secondo luogo, la rivista italiana Print Buyer mi ha dedicato una lunga intervista riguardo la mia storia e il mio progetto Openservice. Inutile dire che è stato un onore poter raccontare il concept dietro ad un mio progetto: è sempre l’occasione per far intuire, credo, che il nostro lavoro ha a che fare solo marginalmente con l’estetica. Se un progetto non racconta davvero una storia, un cliente, un valore, un prodotto, allora forse non stiamo centrando l’obiettivo. Sono particolarmente felice della domanda che mi è stata fatta: “È pesante la vita da freelance?”, alla quale ho risposto senza pensarci:

Sì, è stata dura all’inizio e lo è ancora oggi: col tempo ho scoperto che il graphic design non è fatto di idee perfette, clienti fantastici e budget milionari: è soprattutto duro lavoro, costante aggiornamento, capacità di osservazione, empatia col cliente, intuizione, conoscenza dei processi di produzione. La vita da freelance è una missione difficile, ma è il modo migliore di fare questo mestiere: ti mette in prima linea, ti costringe a essere il migliore, ti abitua alla sfida, alla rapidità di reazione.

 

E non è tutto. Ci sono due importanti conferme: anche quest’anno sono docente presso IUSVE a Venezia, e a Novembre frequenterò il Corso di Alta Formazione in Type Design presso il Politecnico di Milano.

 

 

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