L’arte insegue la forma, il design cerca la funzione

di 22 settembre 2015 1 0

L’eterno scontro tra design e arte è sempre stato un tema caro, sia agli artisti che ai designer. Io stesso ne parlai qui, molti anni fa (era il 2009!). Ci chiamano disegnatori, creativi, artisti; giudicano i nostri lavori in base all’aspetto estetico, ciononostante è il cuore funzionale che fa la differenza tra un buono e un cattivo design. Eppure, i metodi creativi di artisti e designer si assomigliano. Non di rado, chi si occupa di design ama l’arte e, a sua volta, può anche essere un artista. E nella storia arte e design si sono spesso scambiati i rispettivi metodi produttivi.

L’irlandese Goran Peuc, in questo pezzo su Medium, cerca di analizzare il rapporto tra le due più grandi forme creative dell’uomo. Ci sono punti più o meno condivisibili, ma una cosa è certa: ci sono molte zone di contatto tra arte e design, ma sono molte di più le enormi differenze. Riscontrabili non tanto nei metodi (in un certo senso, anche il designer disegna; e anche l’artista progetta un’opera) quanto nei processi mentali e negli obiettivi profondi.

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L’arte crea problemi, il design li risolve.

Nei secoli, qualcuno ha sempre avuto un problema con l’arte. Opere, artisti e correnti sono spesso stati avversi l’un l’altro e, a loro volta, sono spesso stati criticati dal pubblico o dalle istituzioni. Sculture vengono abbattute da chi è contro ciò che rappresentano; quadri vengono rimossi perché troppo espliciti; artisti vengono isolati perché troppo critici, scomodi, anticonformisti.

Il design è un processo: analizza una situazione e propone una soluzione. Il design ci aiuta nella vita quotidiana rimuovendo l’attrito tra l’utente e il risultato che vogliamo ottenere. Il design accelera le cose, le rende più sicure, ci dà da mangiare, ci tiene caldi, ci racconta storie.

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L’arte è interpretativa, il design è univoco.

Quando un osservatore si interfaccia con un’opera d’arte, sta alla persona interpretare il significato dell’opera secondo l’artista. Non è escluso che persone diverse arrivino a diverse conclusioni riguardo il significato di un’opera. L’arte richiede un’osservazione attenta e un pensiero personale.

Ogni singolo utente di un’opera di design, invece, deve arrivare alla stessa conclusione. Non devono esserci conflitti sul significato di un oggetto di design. Non serve (quasi mai) una mediazione del pensiero: il design dev’essere intuitivo fin dal primo istante in cui l’utente entra in contatto con l’oggetto.

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L’arte è esplorazione, il design è osservazione.

Opere straordinarie e intere correnti artistiche sono nate da tentativi di esplorare nuovi orizzonti. Spesso gli artisti ripetono determinati temi, ma uno dei capisaldi dell’arte resta l’indagine di nuovi temi, nuove tecniche, nuovi materiali e nuovi media.

Il design osserva e sfrutta ciò che trova. Se un’osservazione sul web design rilevasse che gli utenti preferiscono cliccare su pulsanti che sembrano davvero pulsanti, il design userebbe questa conoscenza e creerebbe questo tipo di pulsanti. Il progresso nel design è, la maggior parte delle volte, ottenuto dalla ripetizione e dalla correzione degli oggetti già disegnati.

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Il celeberrimo spremiagrumi Juicy Salif non è design: è arte. Un designer avrebbe risolto il problema dei semi del frutto, che cadono irrimediabilmente nel bicchiere insieme al succo.

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L’arte non ha obiettivi, il design sì.

Tranne che quando commissionata, l’arte non ha uno specifico obiettivo. L’artista produce opere come diretta estensione della propria anima, con nessun’altra intenzione se non quella di essere osservata.

Il design ha un obiettivo specifico: le opere di design sono costruite e rifinite per ottenere un risultato. Il design per il piacere del design è un’azione priva di significato.

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L’arte crea per l’artista, il design crea per l’utente.

Gli artisti creano opere soprattutto per se stessi. Lo fanno per placare l’urgenza di comunicare, di esprimere i propri sentimenti e donarci un pezzo della loro anima. Certo: alcune opere sono su commissione – ma persino gli artisti che creano per i clienti mettono i loro pensieri e la loro anima nelle opere che fanno.

I designer creano con l’utente in mente. Spesso il designer non è nemmeno un potenziale target di ciò che crea: potrebbe non dover usare mail la sua opera. Questo significa che il designer deve spesso mettersi nei panni dell’utente per creare un’opera funzionale, lasciando il suo ego da una parte. Ogni designer ha un proprio stile, ma questo stile non è mai in conflitto con il risultato finale.

1 Comment
  • Andrea
    ottobre 9, 2015

    Sarebbe stato più interessante trovarsi nella Factory di Andy Warhol, a discutere se il concetto della zuppa Campbell’s sia più arte o più design, ma visti i tempi poco stimolanti che corrono dobbiamo accontentarci di un commento su di un post.

    In ogni caso hai scritto un bellissimo articolo, complimenti.

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