Letter pairings e la questione della lingua

di 13 luglio 2015 0 0

Saper gestire correttamente i letter pairings (le coppie di lettere) è fondamentale per ogni type designer e, oserei dire, per ogni graphic design che voglia avere con i caratteri un rapporto privilegiato. La questione non è scontata e non si limita esclusivamente alle legature. Se fi o fl sono politipi a cui siamo abituati, ci sono molti altri pairings che possono rivelarsi interessanti: è il caso delle coppie critiche per la crenatura (cioè quelle che comprendono almeno un glifo con asse diagonale come A, V, W); o dei glifi alternativi tipici, ma non solo, di alcuni script font; o, ancora, delle legature discrezionali (st, ct) di alcuni set di caratteri.

 

I pairings si scontrano, necessariamente, con la lingua di appartenenza. In italiano, ad esempio, coppie come th o he sono molto meno ricorsive di ch o er. Le prime, al contrario, sono coppie tipiche dell’inglese. E se disegniamo glifi alternativi per il nostro font, non dovremmo dimenticare potremmo non voler dimenticare che es, le e ou sono i tre pairings principali per la lingua francese. Tutte queste informazioni fondamentali non solo per chi progetta e disegna caratteri, ma anche per chi li utilizza con consapevolezza tutti i giorni, sono raccolte nel progetto di Martin Ignacio Bereciartua. 

Il suo motore analitico legge alcuni dei testi più classici per ciascuna lingua (in lingua originale, ovviamente) e ne ricava le coppie di lettere più ricorsive, inserendole in un grafico dove la grandezza della bolla è proporzionale al numero di volte che la coppia appare nel testo. L’output dell’algoritmo, insomma, permette con rapidità di visualizzare i pairings sui quali è necessario soffermarsi con più attenzione nei diversi linguaggi.

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