Premio Giuseppe Musmeci: aperte le votazioni online

di 4 novembre 2014 3 0

Il Premio Giuseppe Musmeci, quest’anno alla seconda edizione, è bandito dallAssociazione Culturale Studi Grafici di Milano, con l’intento di promuovere la cultura grafica negli istituti superiori e universitari di questo indirizzo. Gli studenti sono chiamati a realizzare un Calendario, composto da 12 tavole, copertina e colophon, che interpreti, secondo opportuni dettami di stile grafico e specifiche regole di presentazione, un tema di riferimento dato. Il tema per il 2015 è lo stesso dell’Expo: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. 

Il Premio è intitolato alla memoria di un importante esponente della cultura grafica dei nostri tempi, scomparso qualche anno fa: Giuseppe Musmeci, fondatore di Fontegrafica, una delle punte di diamante della tipografia italiana ed europea. Quando lo conobbi, cinque anni fa, fui travolto dalla sua energia: un uomo d’altri tempi, capace davvero di coniugare l’artigianalità della stampa con le più avanzate tecniche moderne. 

Quest’anno è stato per me un onore far parte della giuria a fianco di Massimo Dradi, presidente dell’ACSG; l’amico Corrado Musmeci, amministratore di Fontegrafica e figlio del compianto Giuseppe; Carola Goglio, presidente del Comitato Provinciale per la Formazione Grafica; Luigi Lanfossi, del consiglio direttivo del Museo della Stampa di Lodi; ed Ester Crisanti, consulente freelance per la stampa e personalità di spicco del panorama grafico nazionale.

I lavori della giuria hanno selezionato, tra i circa 80 calendari pervenuti, i 10 finalisti. È possibile votarli sul sito del Premio Giuseppe Musmeci fino a domenica 23 novembre, per decretare il Premio Speciale della Sezione Web.

IMG_20141030_185527

3 Comments
  • Mimma Rapicano
    novembre 4, 2014

    Ciao Stefano,
    non per fare polemica ma questi lavori sono tutti (tranne uno, per fortuna) da “bocciare”.

    Mi spiego.
    Alcuni progettisti, per arzigogolare con effetti grafici, hanno addirittura dimenticato di inserire i giorni nel calendario, altri non sai da che parte guardarli, altri mancano di una qualsiasi forma di impaginazione.

    Sarebbe logico, secondo te, partecipare ad un concorso di architettura dove il tema è “la costruzione di un grattacielo di 10 piani” e ti arrivano progetti senza pilastri, senza proporzioni, alcuni con 5 piani, altri con 15?

    Insomma visto che il concorso si rivolge a giovani studenti bisognerebbe far capire che esistono delle “regole” precise per progettare un calendario.
    Solo dopo che hai acquisito e digerito e vomitato tali regole, puoi rivoltarle come vuoi, solo trasmettendo questo messaggio sarà possibile “promuovere la cultura grafica”.
    Per me è evidente, ma forse mi sbaglio, che questi studenti non abbiano mai visto e/o studiato i “grandi maestri” italiani (Giulio Confalonieri, Massimo Vignelli, Pino Tovaglia, etc).

    Sarò “obsoleta” ma sono della vecchia scuola, quando la grafica la si faceva con la matita, quando la sfida era tra te e il foglio bianco, quando creare era un parto e soprattutto tanto, tanto studio.
    Troppo spesso mi scontro con l’arroganza di molti giovani grafici convinti che basti un computer e qualche programma per diventare “creativi”.

    Scusa Stefano ma ho tanta stima professionale per te e volevo condividere questo mio pensiero e sapere la tua opinione.

    Grazie e buon lavoro
    Mimma Rapicano

  • OniceDesign
    novembre 4, 2014

    Ciao Mimma, lieto di leggere il tuo commento.
    Capisco perfettamente quanto dici: e ti assicuro che la discussione in sede di giuria è stata più che accesa anche e proprio su questi temi. Ci sono però due fattori da prendere in considerazione.

    Il primo. Questi sono lavori fatti da studenti. Ragazzi di forse vent’anni che, d’accordo, stanno studiando progettazione grafica e materie correlate, ma non hanno (e la responsabilità è loro, ma fino ad un certo punto) l’esperienza, l’occhio e l’intuizione che si guadagnano con anni di lavoro.

    Il secondo. Fontegrafica per anni ha prodotto calendari straordinari: opere d’arte incredibili, che regolarmente facevano incetta di premi ai maggiori concorsi internazionali. Calendari che, tuttavia, dal punto di vista prettamente funzionale non erano certo indicati: su quei calendari lo spazio per scrivere gli appuntamenti o segnare le ferie non c’era. Le stesse lacune le trovi in alcuni calendari artistici come quelli di Polyedra o Fedrigoni, o nei calendari fotografici Pirelli. Ma in realtà – e qui è la chiave di lettura secondo me – non sono lacune: un calendario dove segnare gli appunti è una cosa; un calendario da appendere al muro è un’altra cosa, più vicina ad un quadro da collezionare.

    Calendari come questi sono intenzionalmente poco funzionali: premiamo l’aspetto estetico, visivo, percettivo delle tavole. In alcuni casi, i numeri potrebbero anche non esserci per nulla – in fondo, chi usa più i calendari di carta? Io ne ho tre o quattro alle pareti, ma sono belli da vedere, tutto qui. Per appuntamenti e tutto il resto uso il Calendario su Mac e iPhone.

    • Mimma Rapicano
      novembre 4, 2014

      Stefano, proprio perché ho toccato, guardato e annusato i calendari di Fontegrafica che mi è parso strano la selezione di questi progetti.
      Non saranno “opere d’arte” e non mi aspettavo un calendario da gadget natalizio, forse mi aspettavo un guizzo creativo in più .
      Ma hai ragione, sono giovani e impareranno.

      Un caro saluto
      Mimma

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *