L’Italia anonima e ignorante che non sa più dare un valore alla comunicazione

di 24 settembre 2014 7 4

I fatti: il Comune di Napoli ha indetto pochi giorni fa un “Concorso di idee per la selezione di un’immagine coordinata della città di Napoli – campagna 2014/2015” relativo “all’ideazione dell’immagine coordinata da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica e alla presenza alle fiere e borse del turismo”. Il concorso, tanto per cambiare, è aperto a “studi di progettazione di professionisti; gli editori; le imprese e le società di grafica, i grafici, i web e graphic designer; gli agenti e le agenzie di comunicazione, gli studenti singoli o associati iscritti alle Accademie Belle Arti o alle Facoltà di Architettura, gli alunni dei licei artistici o di istituti professionali per le arti, i semplici cittadini”.

E, sorpresa sorpresa, non è previsto nessun premio per il progetto vincitore. Il compenso, a detta del Comune di Napoli, sarebbe la semplice visibilità del progetto. Un atteggiamento, questo, che più volte è stato aspramente criticato dalle nostre Associazioni di Categoria, dai singoli designer e dal sottoscritto. Non è possibile, oggi, credere che una comunicazione ben fatta (che sia per una città, un’istituzione o un’azienda: e i casi purtroppo sono stati moltissimi in passato) possa non essere retribuita. Non è possibile pensare che, senza un adeguato compenso, a muoversi siano i professionisti della comunicazione; e quindi il risultato di un concorso del genere non potrà che essere approssimativo, dilettantistico e ridicolo.

AIAP, insieme ad ADCI, ADI e TP (per un totale di circa 4.000 soci e un indotto di 40.000 professionisti) , ha scritto una lunga lettera di protesta al Comune di Napoli (qui il testo intero), dal quale mi sembra importante proporre questo passaggio:

Il bando non prevede un premio per il progetto vincitore: l’unico premio sarebbe la visibilità data al progetto attraverso una manifestazione da voi organizzata e la successiva pubblicazione in un catalogo. Altresì non nomina (v. Art. 8) tra i membri della commissione giudicatrice professionisti grafici, criterio indispensabile per garantire una corretta valutazione dei progetti pervenuti, ma si mantiene sul vago citando “esperti” che saranno nominati dagli assessorati. Inoltre, demagogicamente – ma anche questa è pratica ormai diffusa – il concorso di idee è aperto a tutti, come se la professionalità non derivasse da un patrimonio di cultura di comunicazione che si crea attraverso anni di formazione, di aggiornamento, di esperienza professionale e di specializzazione, ma fosse instillata in qualunque individuo alla nascita, una specie di talento naturale.

[…] Riteniamo nostro dovere difendere sia la qualità del lavoro di progettazione, ora anche per legge professione riconosciuta (legge 4/2013 – disposizioni in materia di professioni non organizzate), che il diritto a vedere retribuito a ognuno il proprio lavoro, come è previsto sia dal comune buon senso che dalla Costituzione (Art. 36). Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa […]).

Alla protesta, la sede AIAP della Regione Campania ha risposto con intelligenza e ironia proponendo un brand che traduce perfettamente l’assenza di quella cultura della comunicazione, che pure ha fatto grande l’Italia nei decenni passati: una X nera su campo bianco. Nella sua disarmante semplicità, racconta un’Italia anonima e ignorante, che non è più in grado di dare un valore ad alcune professioni, e che proprio per questo premia una cultura del dilettantismo che non può che far danni.

La finta campagna è stata un caso virale nei social, e molti professionisti hanno raccolto la sfida: mettendo la X come avatar e copertina delle proprie pagine, e inviando la stessa muta proposta con la X al Comune di Napoli, in segno di vibrante protesta per l’organizzazione del Concorso. Sarebbe bello vedere la faccia sorpresa dei giurati all’apertura delle buste.

Aiap_Napoli

7 Comments
  • Enzo Triolo
    settembre 24, 2014

    Magnifico articolo. C’è da riflettere sul fatto che abbiamo bisogno di realizzare campagne virali di protesta nei confronti di un malcostume dilagante dal gusto tipicamente italiano.
    Ma soprattutto il fatto che in fondo tutto ciò non li tocca minimamente invece deve far pensare.

  • simone ciotola
    settembre 25, 2014

    la cosa più divertente di questa protesta, che la dice lunga sullo “stato dell’arte” della grafica in italia, è che “la muta proposta” è più progetto di tanti “veri” progetti, non è affatto muta ed è molto “proposta”.

  • Marco Vimercati
    settembre 25, 2014

    i napoletani potrebbero non pagare la tasi e l’imu, impegnandosi in cambio a fare promozione turistica per la città

  • Tommaso
    settembre 25, 2014

    Benvenuto in Italia. …welcome to Italy

    • OniceDesign
      settembre 26, 2014

      Ciao Tommaso, che piacere leggerti qui! 🙂

  • Fabrizio M. Rossi
    settembre 25, 2014

    Articolo eccellente: chiaro, circostanziato, che permette una giusta percezione dei fatti pur prendendo nettamente posizione rispetto alla vicenda. Posizione che – tengo a sottolinearlo – condivido pienamente.

    • OniceDesign
      settembre 26, 2014

      Ti ringrazio Fabrizio, come sai stimo molto la tua opinione – peraltro privilegiata, vista la tua posizione proprio in AIAP, se non sbaglio. Resterò con gli occhi aperti per vedere come finisce questo ennesimo scempio delle professioni creative che sta per svolgersi a Napoli.

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