Tutto quello che c’è da sapere su iPhone 6, Apple Pay e Apple Watch

di 10 settembre 2014 4 0

Non vi siete gustati la diretta di Tim Cook e soci dal Flint Center for Performing Arts di Cupertino? Nessun problema. Ecco le cose principali da sapere per vantarsi con gli amici, domani sera, e giocare a fare i visionari nell’attesa dei nuovi gadget Apple. Se cliccate sui singoli titoli, potete gustarvi le relative pagine ufficiali (ricche di foto, info e video) sul sito Apple.com.

Ora sprecatevi pure nelle solite chiacchiere del post-evento. Costa troppo, è per idioti, lo comprano solo i fighetti, ormai ce l’hanno tutti, meglio il Nokia Lumia, meglio il Galaxy, a ‘sto punto mi compro un computer. Io resto della mia idea: un prodotto Apple può piacere o meno, di certo nessuno ci obbliga ad acquistarlo. Fatto sta che, come è già successo per iPod e per il primo iPhone (ma anche con Lisa, iMac, MacMini, AppleTV) e alla faccia dei detrattori, Apple sposta sempre più in là l’asticella della tecnologia, dell’interface design, della ricerca. E finisce irrimediabilmente per essere inseguita, col fiatone, da tutti i suoi concorrenti. Quindi: non comprate Apple se non vi piace o se vi sembra tutto troppo caro – ma sappiate che Apple da sempre (e in particolare negli ultimi quindici anni) sta ispirando il mondo anticipando il futuro.

 

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1. iPhone 6 e iOS8

I rumors avevano ragione (succede sempre più spesso, nell’era post-Jobs): arriva iPhone 6 in due versioni, base e Plus. Il modello base avrà il display da 4.7 pollici (quello di iPhone 5 è di 4 pollici), con una risoluzione di 1334×750 pixel e uno spessore di soli 6,8 millimetri, contro i 7,6 del precedente iPhone 5. Più grande iPhone 6 Plus: il display è di 5.5 pollici, per una risoluzione di 1920×1080 pixel e uno spessore incredibile di 7,1 millimetri. Gli angoli sono arrotondati, il vetro è rinforzato a ioni (niente zaffiro, come dicevano i rumors) e il pulsante di accensione si sposta sul lato.

Il processore interno è un Apple A8 a 64 bit, che promette velocità superiori del 25% (e fino al 50% a livello grafico), con un minore surriscaldamento e una maggiore durata della batteria: dalle 40 ore di ascolto musica per iPhone 5 si passa alle 50 del 6 e alle 80 ore del 6 Plus. La navigazione Wi-fi passa dalle 10 ore del 5 alle 11 e 12 ore per 6 e 6 Plus, così come la navigazione in 3G, che schizza dalle 8 ore di iPhone 5 alle 12 di iPhone 6 Plus. Lo smartphone Apple userà il nuovissimo protocollo Wi-fi 802.11ac (fino a tre volte più performante dei predecessori) e promette supporto a venti tipi diversi di LTE, incluse chiamate Voice Over LTE dove disponibili.

La fotocamera non subisce variazioni enormi in termini di dimensioni (sempre 8 Megapixel), ma garantisce un nuovo sensore focus pixel più veloce del precedente, riduzione del rumore integrata, maggiore nitidezza e stabilizzatore ottico d’immagine (solo per il Plus, però). Niente video 4k, ma in FullHD a 1080p a 30 o 60 fotogrammi al secondo, più luminosi dell’81% e con il fuoco che si sposta automaticamente seguendo il nostro movimento. iPhone 6 avrà installato il nuovo iOS8, molto più performante del precedente, che sarà supportato da iPhone 4S in su.

Prezzi e disponibilità: con abbonamento (negli USA) siamo a 199 dollari per iPhone 6 da 32GB, 299 per il 64GB, 399 per 128GB. La 6 Plus costa 100 dollari di più. Gli smartphone usciranno il 19 settembre negli Stati Uniti – non si sa ancora la data di uscita nel resto del mondo – mentre iOS8 sarà disponibile ovunque già dal 17 settembre prossimo.

In Italia, ovviamente, le cose vanno molto peggio (almeno per quelli free, senza abbonamento): iPhone 6 costerà 729 euro (16GB), 839 euro (64GB) e 949 euro (128GB). Per iPhone 6 Plus, invece, le cifre salgono di parecchio: si va da 839 euro (16GB) a 949 euro (64GB) fino alla bella cifra di 1059 euro per il 128GB – mancano, chissà perché, le versioni a 32GB. Entrambi i modelli saranno disponibili nelle tre colorazioni: bianco, nero, oro. Si potranno pre-ordinare sul sito Apple a partire dal 26 settembre, probabile data di consegna: 3 ottobre.

 


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2. Apple Pay

Il nuovo servizio – in collaborazione con Amex, Mastercard, Visa e altre sei banche al mondo più oltre 22.000 esercizi commerciali (Macy’s, Subway, McDonald’s, Uber, Bloomingdales, ecc) – promette di accelerare le oltre 200 transazioni con carta di credito che gli americani fanno ogni giorno. Usando la carta salvata in iTunes (o facendo una foto della nuova carta di credito da inserire), il gioco è fatto: attraverso il chip NFC installato su iPhone 6, Passbook e Touch ID per l’autorizzazione, i pagamenti funzionano con un click avvicinando il telefono all’apposito lettore NFC.

 

 

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3. Apple Watch

Eccola, la one more thing di questo evento: il primo dispositivo wearable di Apple (chiamarlo orologio è decisamente riduttivo). Quadrato con bordi arrotondati, sarà disponibile in tre versioni: il base Watch, Sport in alluminio rinforzato e Edition in oro 18 carati, con sei cinturini differenti (da quello per lo sportivo ad una versione femminile fino al cinturino in acciaio).

Nuova interfaccia grafica a bolle combinata con la corona, che diventa pulsante principale per interagire con tutto il dispositivo: la corona permette di zoomare, ciclare tra le app e tornare alla home. Restano ovviamente anche le funzioni touch, integrate con un taptic engine che rivela la quantità di forza applicata, permettendo nuove gestures e tipi di tocco per nuove funzioni. E resta naturalmente anche Siri, con cui attivare a voce tutte le funzioni, chiedere informazioni, aprire app, inviare messaggi e telefonare.

Dalle abitudini telefoniche Apple Watch ruberà la vibrazione, che può essere usata in modi inusuali: può avvisare se girare a destra o sinistra mentre si cammina guidati con Maps; può notificare un nuovo aggiornamento o una chiamata in arrivo, anche con vibrazioni personalizzate. Può persino essere usata per inviare delle specie di poke vibranti ad un amico.

Apple Watch si ricarica per induzione via cavo (altra novità: basterà agganciare con MagSafe l’apposito cavo in un qualunque punto della cassa), ma funziona solo in combinata con iPhone (da 5 in su), di cui usa tra l’altro il GPS. Sul retro ha sensori speciali che, combinati con apposite app (come Fitness e Workout) monitorano i movimenti del giorno, la quantità di passi, la distanza percorsa: con i dati raccolti, Apple Watch può coordinare l’attività obiettivo, seguirti nell’allenamento e misurare tutto con precisione. Si prevedono applicazioni straordinarie: dal controllo della casa domotica al check-automatico in certi hotel (basterà avvicinare il dispositivo alla porta per aprirla), dalla verifica della carica della propria BMW elettrica fino alla visione delle notifiche Facebook e Twitter e alle funzioni di walkie talkie o di obiettivo per la fotocamera di iPhone.

Prezzi e disponibilità: 349 dollari. Sarà disponibile a inizio 2015 negli Stati Uniti.

 

 

 

4 Comments
  • Rafael
    settembre 10, 2014

    Ottimo riassunto. Fatto veramente bene.
    In merito ai prodotti: frutto di ispirazione per i device Android che saranno migliori e costeranno meno 😀

  • Damiano
    settembre 10, 2014

    A partire da $349, vedremo quanto costeranno effettivamente… e quanto durerà la batteria.

  • Staipa
    settembre 11, 2014

    Bel riassunto ben fatto, solo una parte mi pare decisamente un tantino da Fanboy

    ” Apple sposta sempre più in là l’asticella della tecnologia, dell’interface design, della ricerca. ”

    Apple non sposta l’asticella della tecnologia, lo ha fatto sette anni fa col primo iPhone, da allora da quel punto di vista arranca e rincorre device decisamente superiori.
    Sposta in là l’asticella del design forse (anche se Microsoft con 8.1 si da il suo bel da fare), per quanto riguarda la ricerca anche qui siamo un po’ fermi, esistono device con schermi più grandi che hanno batterie che durano il doppio, sinceramente per la mia scala di priorità la durata della batteria è la cosa più importante e su cui bisognerebbe fare più ricerca, mentre la velocità del processore, o il lettore di impronte, uniche cosa che cambiano nel comparto hardware a parte l’aspetto da un iPhone e l’altro non mi interessa gran che. Ed entrambe non sono cose che altri device non abbiano.

    Il design bellissimo poi lo scinderei dall’esperienza utente visto che solo ora stanno arrivando funzioni come gli Widget che io pregavo mettessero ancora ai tempi in cui usavo iPhone e che sono arrivate con anni di ritardo.

    Se non avesse il brand e il design (cose che sicuramente a te interessano molto più che a me, essendo il tuo lavoro) non credo che otterrebbe alcun risultato.

    Di mio ho un bellissimo telefono con la batteria che dura tre giorni, fa le stesse cose di tutti gli altri e può anche cadere senza rompersi.
    E pensa che costa 230 euro.

    Poi se vogliamo sdrammatizzare questa immagine è illuminante
    http://www.macitynet.it/wp-content/uploads/2014/09/f50619d5aab4281950eeaff4cb61da18.jpg

    • OniceDesign
      settembre 11, 2014

      Interessante, ma è la tua opinione. La batteria non è mai stata una mia priorità, nella mia scala, dato che posso caricarlo praticamente ovunque (a casa, in macchina, in giro). Il cambio di processore è fondamentale invece, per me, dato che influenza a caduta tutto il resto (velocità di esecuzione delle app, ottimizzazione delle risorse, volume e peso del telefono, capacità di operazioni complesse e, per contro, anche la durata della batteria). TouchID è una figata, aspetta che si integri con ApplePay – anche se io lo trovo già oggi comodissimo per gli acquisti su AppStore e iTunesStore oltre che per sbloccare il telefono senza mandare a memoria l’ennesimo pin.

      Design ed esperienza utente non sono scindibili: penso alla fluidità di scrolling quando fai swipe (mai raggiunta con Android), alle funzioni di Siri, alla disposizione degli elementi di controllo sia generale che per le app native e tutto il resto; oltre naturalmente all’aspetto “hardware” della cosa, dall’uso dei materiali alla qualità del vetro – e potrei dire le stesse cose anche per Apple Watch. Questo è design. Quanto al ritardo sugli Widget sono d’accordo: ci hanno messo troppo, quando erano già presenti da sempre anche su Cydia, per dire.

      Per concludere: “Fa le stesse cose di tutti gli altri e costa meno” è proprio la frase da tipico utilitarista a cui rispondo: anche le cartine geografiche, l’auricolare e i Tascabili fanno le stesse cose del navigatore satellitare, del Bluetooth in auto e del Kindle (e a meno soldi), ma non credo che chi li usa se la sentirebbe di tornare indietro. Se ragioni in termini esclusivi di “cosa fa e quanto costa”, farai senz’altro fatica a capire Apple.

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