Corsiva batte Arial, 19 a 0

di 6 giugno 2013 0 0

Uno studio condotto su 275 studenti trai 13 e i 16 anni, condotto al Clifton College di Bristol e pubblicato sul Journal of Educational Research, avrebbe dimostrato che i caratteri più difficili da leggere darebbero maggiori risultati con alunni affetti da dislessia.

Lo studio rovescia completamente le precedenti conclusioni della British Dyslexia Association che, invece, aveva sempre raccomandato l’utilizzo con i dislessici di font semplici e ben spaziati, come Arial o il tanto odiato Comic Sans.

In particolare, agli studenti di fisica e biologia è stata fatta leggere una slide con alcune informazioni su un corpo celeste. Per metà di loro la slide era scritta in Arial, per l’altra metà nel terribile Monotype Corsiva. Ebbene, a fine lezione (senza sapere che sarebbero stati interrogati su quella specifica slide), gli alunni dislessici che avevano letto in Monotype Corsiva hanno ricordato il 19% in più delle informazioni rispetto a quelli che avevano letto la slide in Arial.

La motivazione, secondo la ricerca, starebbe nel fatto che “leggere informazioni con un carattere meno leggibile innesca processi cognitivi più profondi, che aiutano lo studente nel ricordare ciò che ha letto con più facilità”. Gli studi futuri, sempre secondo i ricercatori, serviranno a stabilire quanto queste informazioni saranno radicate anche dopo lungo tempo e, soprattutto, fino da che punto in poi un font difficile da leggere diventa davvero illeggibile.

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