The Fab: officina di modernità

Entrare negli spazi di The Fab fa una certa impressione: la penombra, l’acciaio delle letterpress che ammicca alla luce, i cassetti di caratteri mobili, una bicicletta appesa a testa in giù, la moka da due che fa il caffè nell’angolo. Sembra un’officina dimenticata, una di quelle tipografie cadute in disuso e ferme da anni. Ma poi l’occhio allenato distingue alcuni particolari: i tavoli in legno con i MacBook accesi, le luci ammiccanti di un router adsl, la musica post-rock nell’aria, le facce di gente che non può avere più di trent’anni.

The Fab è uno strappo nello spazio-tempo: unisce la ricerca nel design, le professionalità del nuovo millennio e l’energia entusiasmante di una start-up con il sapore dell’artigianato, la polvere, l’inchiostro a rullo, con tutto il patrimonio di manualità di cui il territorio veronese è detentore. È uno spazio dove si incontrano studenti e manager, esperti e desiderosi di imparare, vecchi stampatori e giovani scoperte: è un luogo di lavoro, uno spazio di condivisione, un accentratore culturale, un laboratorio in evoluzione, uno scrigno che racchiude competenze da non perdere. È luogo ideale per un workshop, per imparare, per sporcarsi le mani.

Certo: se ti serve un’opera stampata con l’attenzione e l’amore per il dettaglio che nessuna print-factory può dare, sei nel posto giusto (curiosità: il “reparto stampa” si chiama Lino’s Type, perché Lino era il nome del precedente proprietario della tipografia rilevata dai ragazzi di The Fab. Geniale). E sei nel posto giusto anche se hai bisogno di graphic designer tout-court e creativi con cui confrontarti. Ma è soprattutto un luogo carico di energie pronte ad esplodere, di sapere trasversale alle arti, di manualità tramandata di padre in figlio, di innovazione estrema e tradizione altrettanto estrema, di eventi di spessore.

Potete saperne di più sulla pagina Facebooksul loro sito, dove c’è anche un interessante video esplicativo. Ma se ce la fate e siete a Verona, contattate i ragazzi di The Fab e andate a trovarli, ne varrà la pena.

2 Comments
  • Nicola
    gennaio 10, 2013

    Grazie mille. Bellissimo post!

  • Davide
    aprile 15, 2016

    Bell’articolo! Solo un piccolo appunto:
    si chiamano “macchine tipografiche” non “le letterpress”
    e sono di ghisa, non di acciaio 🙂

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